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Progetto Parimente - Documenti Legislativi

Progetto Parimente - Documenti Legislativi

Norme comunitarie

Riferimenti normativi:

·       Direttiva 76/207/CEE del Consiglio del 9 febbraio 1976 – “Relativa all'attuazione del principio della parità di trattamento fra gli uomini e le donne per quanto riguarda l'accesso al lavoro, alla formazione e alla promozione professionali e le condizioni di lavoro”.
Direttiva di basilare importanza che pone come condizione per attuarne l’obiettivo l’assenza di discriminazioni dirette ed indirette con riferimento allo stato matrimoniale o di famiglia;

·       Direttiva 2000/78/CE del Consiglio del 27 novembre 2000 che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro .
La direttiva definisce la nozione di discriminazione diretta e indiretta, prendendo in considerazione anche i comportamenti o i trattamenti formalmente neutri, ma che producono un particolare svantaggio nei confronti dei soggetti appartenenti ai gruppi protetti dal divieto di discriminazione.

·       Direttiva 97/81/CE del Consiglio del 15 dicembre 1997 relativa all'accordo quadro sul lavoro a tempo parziale concluso dall'UNICE, dal CEEP e dalla CES .
La direttiva ha recepito l'accordo quadro siglato dalle parti sociali Ces, Unice e Ceep. Si propone di facilitare il part-time su base volontaria, eliminando gli ostacoli al suo sviluppo, migliorandone la qualità ed evitando discriminazioni per chi lavora a tempo parziale.

·       Direttiva 2002/73/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 settembre 2002 che modifica la direttiva 76/207/CEE del Consiglio relativa all'attuazione del principio della parità di trattamento tra gli uomini e le donne per quanto riguarda l'accesso al lavoro, alla formazione e alla promozione professionali e le condizioni di lavoro .
La direttiva è finalizzata a garantire l’attuazione del principio di parità di trattamento nell’ambito lavorativo. Fornisce istruzioni circa le condizioni di accesso al posto di lavoro e a tutti i livelli di orientamento, formazione, perfezionamento e aggiornamento professionale e per quanto riguarda le condizioni di lavoro e il licenziamento. La direttiva prevede, inoltre, l’introduzione negli ordinamenti giuridici delle misure necessarie per permettere a coloro che si ritengano lesi rispetto al principio della parità di trattamento di far valere i propri diritti per via giudiziaria. La direttiva conferma la nozione di discriminazione diretta ed indiretta, entrambe vietate in quanto contrarie al principio di eguaglianza fra uomini e donne; sancisce il divieto delle molestie e delle molestie sessuali, in quanto sono considerate come discriminazioni vietate; considera come discriminazione anche l'ordine di discriminare nonché gli atti di ritorsione. La direttiva contiene anche il principio di legittimità delle azioni positive, poiché finalizzate a rimuovere gli ostacoli all'eguaglianza di fatto, e sollecita gli Stati membri ad adottarle per accelerarne la realizzazione.

 ·       Direttiva 2006/54/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 luglio 2006, riguardante l'attuazione del principio delle pari opportunità e della parità di trattamento fra uomini e donne in materia di occupazione e impiego.
Scopo della direttiva è assicurare l’attuazione del principio delle pari opportunità e della parità di trattamento tra uomini e donne in materia di occupazione e di impiego. Contiene quindi disposizioni volte ad attuare il principio di parità di trattamento per quanto riguarda l’accesso al lavoro, la promozione e la formazione professionale, e le condizioni di lavoro, compresa la retribuzione.

·       Direttiva 2004/113/CE del Consiglio, del 13 dicembre 2004, che attua il principio della parità di trattamento tra uomini e donne per quanto riguarda l'accesso a beni e servizi e la loro fornitura .
La direttiva attua il principio della parità di trattamento tra donne e uomini per quanto riguarda l’accesso ai beni e servizi e la loro fornitura, sia per il settore pubblico che per quello privato.

·       Direttiva 96/34/CE concernente l’accordo quadro sul congedo parentale .
E' frutto del primo accordo sindacale europeo tra la Confederazione europea dei sindacati (Ces), gli imprenditori privati (Unice) e gli imprenditori pubblici (Ceep). Prevede, tra le altre cose, un congedo parentale di almeno 3 mesi per figli sino a 8 anni di età. Il congedo è un diritto individuale del genitore (sia madre che padre) e quindi, in via di principio, non trasferibile. La direttiva deve essere recepita dagli Stati membri entro il giugno '98.

·       Direttiva 75/117/CEE del Consiglio del 10 febbraio 1975 - per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati Membri relative all'applicazione del principio della parità delle retribuzioni tra i lavoratori di sesso maschile e quelli di sesso femminile (sostituita dalla Direttiva 2002/73 CE)- .
Viene introdotto il concetto di “uguale retribuzione per lavori di uguale valore” che supera il riferimento usato in precedenza, di “stesso lavoro”. Viene definita inoltre l'adozione di criteri comuni tra lavoratori e lavoratrici nei sistemi di classificazione.

·       Direttiva 79/7/CEE del Consiglo del 19 dicembre 1978 relativa alla graduale attuazione del principio di parità di trattamento tra gli uomini e le donne in materia di sicurezza sociale.
Questa direttiva si pone l’obiettivo di eliminare le discriminazioni nei regimi relativi alla malattia, invalidità, vecchiaia, infortuni sul lavoro, malattie professionali e disoccupazione.

 ·       Direttiva 86/378/CEE del Consiglio del 24 luglio 1986 relativa all’attuazione del principio della parità di trattamento tra gli uomini e le donne nei regimi professionali di sicurezza sociali .
Tale direttiva riprende il tema della precedente 79/7, per i medesimi rischi e categorie dì beneficiari, ai regimi professionali di sicurezza sociale.Si rivolge, in particolare, ai lavoratori, salariati o indipendenti, riuniti nell'ambito di un'impresa o di un gruppo di imprese, di un ramo economico o di un settore professionale o interprofessionale.

·       DIRETTIVA 97/80/CE del consiglio del 15 dicembre 1997 riguardante l'onere della prova nei casi di discriminazione basata sul sesso .
Il 15 Dicembre '97 è stata approvata questa direttiva che mira a garantire un'accresciuta efficacia dei provvedimenti adottati dagli Stati membri in applicazione del principio della parità di trattamento, diretti a consentire a chiunque si ritenga leso dalla inosservanza nei suoi confronti di tale principio di ottenere il riconoscimento dei propri diritti per via giudiziaria, dopo l'eventuale ricorso ad altri organi competenti. Gli Stati membri adottano i provvedimenti necessari affinché spetti alla parte convenuta provare l'insussistenza della violazione del principio di parità di trattamento ove chi si ritiene leso abbia prodotto, dinanzi ad un organo competente elementi di fatto.

 ·       Direttiva 86/613/CEE del Consiglio dell'11 dicembre 1986 relativa all'applicazione del principio della parità di trattamento fra gli uomini e le donne che esercitano un'attività autonoma, ivi comprese le attività nel settore agricolo, e relativa altresì alla tutela della maternità.
Si estende il principio di p.o. a chi esercita un’attività autonoma e si prevedono disposizioni per le lavoratrici autonome in gravidanza e maternità.

·       Direttiva 92/85/CEE del Consiglio del 19 ottobre 1992 - Concernente l'attuazione di misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute sul lavoro delle lavoratrici gestanti, puerpere o in periodo di allattamento (decima direttiva particolare ai sensi dell'articolo 16, paragrafo 1 della direttiva 89/391/cee).
E’ previsto un congedo di maternità di almeno 14 settimane prima e post parto;il mantenimento di retribuzione/indennità durante il congedo; il divieto di licenziamento dall’inizio della gravidanza al termine del congedo, la riorganizzazione temporanea dei tempi e condizioni di lavoro o l’esonero da esso se rischioso per la salute della donna. La direttiva è stata recepita in Italia solo nella parte riguardante la salute, attraverso il decreto legislativo n. 645 del novembre '96: in esso si individuano ulteriori rischi e fattori di nocività ai quali è vietato esporre le donne durante il periodo di gravidanza

·       Direttiva 23 maggio 2007 del Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione e del Ministro per i diritti e le pari opportunità “Misure per attuare parità e pari opportunità tra uomini e donne nelle amministrazioni pubbliche.”.

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